Fotografare i cani: gli errori da non fare

Nel cercare di ritrarre un cane – che si tratti del proprio o di quello di una persona terza – è possibile incappare in situazioni inaspettate che potrebbero far perdere la pazienza al professionista al lavoro.

 

Il primo errore da non fare è proprio questo: spazientirsi: a volte uno scatto buono arriva dopo pochi secondi, a volte… dopo ore. Bisogna tenerlo presente quando si inizia a lavorare con un animale.

Lo sbaglio più comune però è – nel caso di ritratti “posati”, particolarmente – quello di rimanere alla propria altezza e non abbassarsi a quella del nostro amico peloso. Rimanere in piedi crea non solo una distanza tra cane e spettatore, ma dà l’impressione che tra soggetto e fotografo ci sia un rapporto gerarchico che non deve esistere né essere percepito.

Gli altri sbagli fotografici

  • Mai col flash: la luce naturale è sempre da preferire, e in particolare i flash di smartphone o macchina fotografica possono danneggiare la vista del cane o, peggio ancora, spaventarlo. Se proprio non è possibile fare a meno della luce artificiale, sarà preferibile usare un piccolo riflettore da non puntare direttamente sul muso di Fido.
  • Quando il cane diventa blu: se si fotografa all’aperto, si noterà che il pelo del cane, specie se scuro, tende ad assumere una tinta blu. È normale, ma è un difetto che per fortuna può essere corretto in post-produzione, usando un comune programma di gestione delle foto al computer.
  • Avere una sola lente: anche se si è deciso a tavolino come e dove scattare una foto al proprio cucciolo, questi potrebbe avere idee diverse e cercare di uscire dallo spazio scelto per andare all’aperto… oppure per rientrare al chiuso! Per questo è importante equipaggiarsi più del dovuto per non essere colti alla sprovvista.
  • Non dare importanza agli occhi: lo sguardo del cane non sarà mai perfettamente fermo, ma come per i ritratti umani bisognerà fare quello sforzo extra per cercare di averli sempre a fuoco.